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Food & Wine

Gloria, Primitivo “rock” dall’animo gentile

Pranzare nel verde di un superbo giardino “griffato” non ha prezzo.

Per tutto il resto c’è tempo. Soprattutto se hai l’onore di essere stata invitata alla presentazione di un nuovo vino, che per chi è appassionato come la sottoscritta, è sempre un blend di emozioni. L’etichetta in questione è Gloria Primitivo di Manduria Dop 2014 dell’azienda Vigneti Reale, l’appuntamento lunedì 25 settembre all’ora di pranzo.

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Le bianche tavolate nel giardino di Villa Carrelli- Reale per la presentazione di Gloria

Con la scusa delle previsioni pessime del meteo (poi per fortuna il sole ha avuto la meglio!) scelgo dall’armadio i miei amati jeans e la giacca nera in pelle (finta, of course). Nonostante il foularino d’ordinanza, per la mia cervicalgia sempre in agguato (eh, l’età…) mi rendo subito conto, appena varcata la soglia di Palazzo Carrelli – Reale di essermi presentata in una versione forse un po’ troppo rock per le atmosfere eleganti e garbate d’altri tempi che hanno accompagnato la prima ufficiale di Gloria.

Un giardino superbo, dunque, con tante diverse sfumature di verde, disegnato agli inizi del secolo scorso dal quel genio creativo di Pietro Porcinai, il più grande paesaggista italiano del ‘900, in una delle ville più belle che Lecce custodisce. Ci si può aspettare di più? Si: due lunghe, elegantissime, tavolate bianche per accogliere gli ospiti e di lì a poco il rosso intenso e profondo di Gloria che ci ha reso, ovviamente, ancora più felici di esser lì.

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Tra le cose che più mi hanno incuriosito – dettaglio questo che non è certo sfuggito ad una cronista sempre in agguato, eh eh eh  – la presenza di un goliardico gruppo di produttori vinicoli salentini felici di esserci e condividere le emozioni dei padroni di casa, Amedeo e Damiano Reale, per il varo della nuova creatura.

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Foto di gruppo con i colleghi produttori salentini

Come se – attenti, è il momento della citazione colta –  il Salento abbia fatto sua la lezione di Cartesio, per cui “Alla resa dei conti, non c’è vizio che nuoccia tanto alla felicità dell’uomo come l’invidia”. 🤔

A questo punto la cronista che c’è in me scalpita: a brindare per (e con) il nuovo vino vi erano Gianni Cantele, Vitantonio Seracca Guerrieri, Francesco Winespeare, Mario Zecca, Francesco Marra, Carlo Vallone, Teresa Vallone e Massimiliano Apollonio. Con tanto di foto di gruppo, in cui mancava solo il pallone di calcio a suggellare quello spirito di squadra che troppo spesso latita e che sembra essere un vizio tutto italiano: parola di Paolo Marchi, ideatore e curatore di Identità Golose di Milano, che ha tenuto a battesimo il nuovo vino.

“Noi italiani siamo tutti dei Tafazzi”

ha detto Marchi (e dunque anche noi salentini) raccontando delle sue frequentazioni internazionali con i cuochi di mezzo mondo e dello sport preferito spesso da quelli italiani, cioè il parlar male degli altri, soprattutto dei colleghi di casa nostra. Masochismo puro, insomma.

Perché, invece, sarebbe molto più utile – a tutti – aiutarsi a vicenda, collaborare, inventarsi qualcosa da fare insieme, per meglio cogliere “la voglia di Italia pazzesca che c’è nel mondo”.

Insomma, un po’ quello che facciamo io e Leda, no? 😊

Abbiamo molto gradito le belle parole che ci ha rivolto, in quanto salentini: siamo allegri, ospitali, simpatici.  Marchi, innamorato del Salento tanto da metterci su casa, elenca tutte le ragioni per cui questa terra è sempre più amata dai turisti di tutto il mondo.  E che però è VITALE siano accompagnate dalla capacità e dalla voglia di rendere l’esperienza al ristorante o con un vino INDIMENTICABILE.

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Amedeo e Damiano Reale con Paolo Marchi

Per me la giornata in mood Gloria lo è stata.

Complice, la circostanza di ritrovarmi seduta a tavola di fronte a Edoardo Winspeare.

Edoardo Winspeare e Francesco Marra, i miei dirimpettai a tavola

Lui non lo sa, ma io adoro i suoi film. E adoro lui.

Ho anche scritto, una vita fa, una recensione di quel capolavoro che fu Il Miracolo.

Io ero lì e balbettavo.

Rock quanto vuoi col giubbottodifintapellenera, ma non riuscivo a biascicare una parola che fosse più lunga di un “si”, “dai!”, “noo”. E poi dovevo dissimulare la lacuna (rimedierò a breve) di non aver ancora visto La vita in comune, il suo ultimo film.

La causa di questo stato di ebetaggine, che spero non sia trasparsa (Maestro se mai dovessi leggere questo post, e se dovessimo rincontrarci a breve, tieni a mente quanto segue: anche se sono certa che tu sia una persona sincerissima, ti supplico, non dovrai mai dirmi che te ne eri accorto, la mia autostima te ne sarà grata a vita), la causa, dunque, non era tanto il trovarmi di fronte ad una celebrity, quanto l’effetto che sempre su di me hanno le persone molto, molto colte.  E lui lo è. Cioè io starei ore ad ascoltarle. In silenzio religioso. Anche se ti stanno declamando la lista della spesa…

In effetti si è parlato di amenità: retroscena e curiosità dal set del suo ultimo film, anche per la presenza al mio fianco di Paolo Perrone, l’ex sindaco di Lecce che ha recitato una particina ne La vita in comune. Si è parlato del dialetto leccese e barese, delle signore da bene salentine che a differenza di quelle baresi parlano anche “lu dialettu”, sino ad arrivare agli aneddoti privati del regista e del suo amico, seduto con noi, Francesco Marra, produttore di vini “nudi” (approfondiremo 😉).

Fra un aneddoto e uno strozzaprete ai funghi porcini, una battuta e una salsiccetta con patate al forno (deliziose!) è avvenuto il nostro primo incontro con Gloria: i suoi 15 gradi hanno spazzato via i pochi brividi provocati da un venticello che si ostinava a lottare col sole.

In quel momento ho avuto la folgorazione: il mio look era perfetto per un vino decisamente rock come, a mio avviso, può esserlo un Primitivo di Manduria. Cioè, ti prende con la melodia dei sentori, ma è la struttura, il corpo, il “ritmo”, che ti seduce.

Gloria agli occhi ti dona un bel rosso rubino intenso, mentre al naso si apre con una bella complessità in cui spicca naturalmente la frutta rossa matura, soprattutto la ciliegia che rimarrà in bocca a lungo. E ancora: frutti di bosco, macchia mediterranea e sentori di liquirizia e vaniglia. Avvolgente e caldo, molto equilibrato con tannini eleganti. Una bella persistenza. I produttori consigliano di abbinarlo a carni alla brace, selvaggina e formaggi stagionati. Non è, quindi, tutto molto rock? 😊

 

Amedeo e Damiano Reale hanno dedicato il loro nuovo vino alla madre: Gloria Reale, elegante signora di Lecce, impegnata nel sociale, sempre attenta al buon vino e al buon cibo per gli ospiti, maestra di classe nell’arte del ricevere, scomparsa tragicamente in un incidente stradale insieme al marito nel 1975.

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Il dettaglio delle maioliche di Villa Reale ripreso in etichetta

Non a caso l’etichetta riporta un dettaglio delle maioliche di casa Carrelli – Reale, dove la madre era solita ricevere per il thè del pomeriggio. Un ricordo che suggella il legame con la famiglia e un progetto partito agli inizi del Novecento, che per Amedeo e Damiano oggi “rappresenta la continuazione di una storia familiare, che portiamo avanti da tre generazioni”.  Una storia vitivinicola iniziata nel 1921, quando i nonni  – principalmente imprenditori del tabacco  – coltivavano la vite vendendo il vino e le uve a terzi, per arrivare nel primo dopoguerra alla produzione di vino sfuso e da taglio, come era in uso fare nel Salento di quegli anni,  spedito in Toscana e Francia per arricchire i rossi di quelle terre. Poi la svolta, da una quindicina d’anni ormai e per mano di Amedeo e Damiano, con la produzione in proprio di vini di qualità da uve di Negroamaro e Malvasia bianca e nera, insieme ad alcuni internazionali.

E ora, con Gloria, arriva il primo Primitivo di Manduria, allevato ad alberello a Carosino, in provincia di Taranto nella zona della Dop, e vinificato a Cellino San Marco, altro areale storicamente vocato alla viticoltura, dove hanno sede l’azienda e la cantina. Qui, nelle barrique di rovere francese, Gloria riposa e matura per 12 mesi prima dell’affinamento in bottiglia di almeno 6 mesi.

Con garbo e gentilezza. Come “donna Gloria” ha allevato i suoi figli.

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