Annunci
Food & Wine

San Valentino, le rose non bastano più, ci vuole qualcosa di più. Un Rosato, per esempio.

L’idea della Feudi di Guagnano per la festa degli innamorati

Se vi state chiedendo se a San Valentino sia meglio optare per un mazzo di rose rosse oppure per una scatola di cioccolatini, fermatevi un attimo. Rischiereste di sbagliare in un caso E nell’altro.

Già, perché secondo una ricerca della National University di Singapore l’effetto sorpresa di fiori e dolcetti (a forma di cuore?) dura poco, i doni durevoli sono più graditi.

Cioè intendiamoci, la scelta è lecita se si vuole stupire il partner e ci si attende al massimo quel “wow” così tanto consolatore, ma se si vuole essere più incisivi e persistenti, se l’obiettivo è lasciare il segno, se il desiderio è rendere indimenticabile quel momento, e allora no, non ci siamo. Per essere più coinvolgenti, insomma, secondo la ricerca si deve cadere meno nei cliché, e puntare a doni duraturi.

Un libro, un viaggio, potrebbero essere perfetti. Ma forza, lavorare di fantasia!

A venirci incontro ci ha pensato la cantina salentina Feudi di Guagnano  che ha abbinato il suo rosato di punta alla festa degli innamorati.

 “ A San Valentino non regalare una rosa, regala un Rosarò”  lo slogan.

Lo abbiamo immaginato come simbolo di passione e di calore il Rosarò e, proprio per queste sue caratteristiche, lo abbiamo eletto a  ‘vino dell’amore’,  perfetto da degustare in coppia per San Valentino, giorno in cui gli innamorati celebrano l’amore che li unisce”, la motivazione.

“Potremmo definirla un’idea originale oppure semplicemente audace – spiegano dalla cantina -.  Un modo inusuale di far conoscere un prodotto o indirettamente di banalizzarlo. Sta di fatto che l’associare il vino simbolo del Salento, il rosato da Negroamaro, ad una ricorrenza come la festa degli innamorati, è stata apprezzata in maniera entusiastica sia dagli operatori (ristoranti ed enoteche) che dai consumatori. Con una vera e propria impennata di vendite in questi giorni”.

E cosa c’è di più duraturo di quella tempesta sublime di sensazioni che può regalare un sorso di buon vino? Capace di scolpire intrecci di emozioni che difficilmente si dimenticheranno e che a ogni nuovo e futuro sorso rievocheranno un flusso inarrestabile di memoria? Insomma “effetto madeleine” assicurato 😉

Per chi volesse approfondire questa è la scheda del Rosarò, Negroamaro Salento IGT:

“Ma cosa ci svela la sua carta di identità? E’ figlio del Salento, di quella parte di territorio a nord   che esprime il meglio della vitivinicoltura incentrata sulla coltivazione del negroamaro. E’ prodotto a Guagnano e ottenuto esclusivamente da uve Negroamaro 100%, provenienti da vigneti coltivati a spalliera di oltre 30 anni d’età. La vendemmia viene effettuata manualmente nella seconda decade di settembre. Il mosto ottenuto dalla pigiatura delle uve rimane a contatto con le bucce per circa 20/24 ore: ciò consente di estrarne il tradizionale colore e di preservarne i caratteristici profumi. Tre mesi di affinamento in serbatoi di acciaio ne completano la maturazione.

Al naso spiccano sensazioni floreali e marine. Al gusto è pieno ed equilibrato, con buona persistenza di piccoli frutti rossi che sfociano in delicate note floreali e piacevoli ritorni agrumati e di erbe aromatiche. Nonostante la gradazione alcolica di 13 gradi è un vino dalla eccezionale bevibilità.  Per i suoi profumi rimanda alle sfumature salmastre del mare del Salento, è un vino dal colore rosa corallo e dall’eccezionale brillantezza.

Il valore e la qualità del Rosarò è riconosciuta dalle più importanti guide di settore. A novembre dello scorso anno  è stato premiato come miglior rosato d’Italia al Festival Autochtona di Bolzano”.

Maggiori info su : https://www.feudiguagnano.it/

Annunci

0 commenti su “San Valentino, le rose non bastano più, ci vuole qualcosa di più. Un Rosato, per esempio.

Dicci la tua!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: