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Food & Wine

E il Salento diviene più “internazionale” con il Foscolo, il raffinato ristorante nel cuore antico di Matino

Nel Sud del Sud, dove il Salento non è più quella “terra amara dove cresce il tabacco”, nascono nuovi modi di interpretare il territorio.

A Matino l’arcaico volto del Salento va assumendo una fisionomia un po’ più internazionale, che però sembra non tradire la bellezza delle sue radici, complici i tanti architetti colpiti da “salentinite”, arrivati da fuori e artefici del recupero di molti palazzotti che incorniciano il centro storico. Trasformati in lussuosi pied-à-terre dove concedersi l’agognato stop allo stress metropolitano o da cui spostarsi in giro nel Salento: in fondo in dieci minuti sei a Gallipoli, e in una quarantina ti ritrovi ad ammirare il barocco del capoluogo.

Nel dedalo di viuzze e corti che è il centro storico di Matino (ma quanto è bello?) prende forma la nuova proposta di ristorazione del “Foscolo” (dal nome della corte in cui è ubicato), capace di emanare un’allure metropolitana che tuttavia riesce ad esprimere molto del nostro Salento.  Già a partire dal locale, un palazzotto storico ristrutturato con gusto e rispetto, che ospita anche un cocktail bar (al pianterreno, giusto per avvolgere subito di coccole gli avventori che poi si sposteranno al piano superiore dove si trova il piccolo ed elegantissimo ristorante,) oltre alle innumerevoli opere di arte moderna e contemporanea.

Una vera e propria galleria d’arte.  E già solo per questo merita più di una visita.

Bitter Operossa, Vermouth Garazzino, infuso ciliegia selvatica, olio essenziale di mandarino, tonica aromatizzata al cardamomo, aria di rosmarino

“Foscolo” nasce dall’idea di Marta Carichino – a proposito di allure internazionale, salentina ma con radici sparse, Marta viene dall’esperienza di Meltin’Pot,  azienda di jeans made in Salento che veste i giovani (e le star) di mezzo mondo, con sede proprio a Matino, e di cui è stata director marketing – e il milanesissimo Luca Pavia: dalla sua personale collezione vengono molte delle opere che adornano gli ambienti del locale.

“Il ristorante che non c’era”, lo definiscono i due proprietari, e certamente la proposta di “Foscolo” diversifica l’offerta pugliese e salentina più tipica, abbracciando la sfida della classicità d’oltralpe o più semplicemente il sogno, come tiene a precisare la padrona di casa.

Grazie anche a una brigata di cucina giovanissima, ma con già esperienze internazionali nel curriculum, capeggiata dal bravo e promettente chef Gabriele Bilotta. “Foscolo”, quindi, non è solo una sfida e un sogno”, spiegano i proprietari, “ma anche e soprattutto  una dichiarazione d’amore per chi ama e apprezza la buona cucina, ma cerca anche bellezza e radici”.

Alcuni dei piatti degustati

Nella cena di presentazione del “Foscolo” abbiamo degustato dei piatti in cui il gusto (vivaddio!) è rimasto sempre ben a fuoco: eventuali stravaganze manipolatrici hanno lasciato il posto alla compostezza e all’equilibrio.

In cucina si alternano materie prime preziose come tartufo nero, foie gras, ostriche, caviale, ad altre più “povere” come lo sgombro e la palamita, per proposte che risultano belle e curate e soprattutto buone da mangiare. Che è quello che davvero conta quando ci si siede a tavola. 

Se poi, alzando lo sguardo dal piatto, ci si perde nella bellezza dell’arte, la degustazione diviene un’esperienza indimenticabile.

Il tutto a due passi (o quasi) da casa. Nel Salento. Magnifico!

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Info Ros

Giornalista pubblicista, ghostwriter, content editor, mi occupo essenzialmente di uffici stampa e di consulenza in comunicazione. Scrivo, insomma! Da poco sono anche sommelier AIS (una novizia, praticamente!) e ora anche blogger 🍎

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