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Vivere alcalino si può. Ecco i consigli dell’esperto Rocco Palmisano

Quando gli astrologi contemporanei, saliti sulle spalle dei giganti vissuti prima di loro, confermano che grazie all’Astrologia si possono conoscere vita, morte e miracoli di ognuno di noi, non parlano tanto per parlare. E la storia di Rocco Palmisano, nato a Ceglie Messapica ma oggi residente a San Michele Salentino, dove gli studi e la pratica di decenni lo hanno trasformato in un guru internazionalmente riconosciuto del “Vivere Alcalino”, trova appunto validazione nel linguaggio delle stelle, che nella loro infinita disponibilità (e risonanza energetica) verso di noi si lasciano un poco decifrare per lasciarci intravedere la trama del disegno divino alla base dell’esistenza del macro come del microcosmo. 

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Giove e Urano congiunti che dialogano con Mercurio in nona casa (quella dei viaggi, fisici ma anche spirituali ed olistici); un fantastico Plutone indagatore in decima casa, quella della realizzazione personale; ma soprattutto – e vengo al punto – uno straordinario Nettuno sorgente al momento della nascita, anch’esso in relazione “larga” con Marte (e in dialogo fittissimo con Plutone stesso) a raccontare la storia. Straordinaria. Perché la tradizione astrologica spiega che un Nettuno così forte, in un tema natale, può indicare essenzialmente tre cose: a) una persona molto dotata dal punto di vista musicale; b) una persona molto portata per la medicina; c) una persona che potrebbe dedicarsi alla vita mistica e religiosa, comunque spirituale. Infatti Rocco Palmisano, trascurando l’ipotesi a), avrebbe voluto fare il missionario in America (ipotesi c), ma invece si è dedicato alla medicina (ipotesi b): realizzando insomma le diverse fattispecie che le stelle testimoniano nella sua carta natale.

Perché l’Astrologia, sì, è una scienza esatta. Decisamente più esatta di tante altre: sono gli astrologi a sbagliare, non l’Astrologia.

 

Quando era leggermente più giovane di oggi, furono infatti i superiori di Rocco, che si trovava in seminario da molti anni, ad impedirgli di coronare il suo desiderio di un rapporto molto stretto con Dio attraverso il servizio ai bisogni e la sofferenza dei poveri (il Sole che quadra Nettuno). Così Rocco scelse appunto l’ospedale e la tecnica radiologica (Plutone, colui che vede il fondo delle cose), anche per non andare a studiare Medicina in un’altra città (essendosi nel frattempo fidanzato con la donna della sua vita). Durante il suo lavoro ospedaliero di tecnico sanitario di Radiologia medica, a circa 35 anni, si ammalò però seriamente, e a 40 stava peggio nonostante le cure mediche. Fu allora che decise di approfondire la naturopatia e le vere tecniche della prevenzione primaria, acquisendo un diploma da naturopata e una laurea in Scienze della Salute negli USA. E non smettendo mai di approfondire  i suoi studi sui sistemi di prevenzione, a 55 anni approda al tema dell’acqua alcalina, che lo porta dopo qualche anno di utile pratica in materia a comprendere che per vivere in salute occorre un regime alimentare alcalinizzante.

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Rocco Palmisano nel suo studio

Per contrastare l’acidità del corpo umano (prodotta attraverso ciò che mangiamo, respiriamo, pensiamo, ecc.), Rocco oggi raccomanda infatti, oltre all’assunzione di acqua alcalina, anche un’alimentazione ricca di cibi alcalinizzanti onde evitare l’invecchiamento precoce delle cellule, gravi malattie e tutta un’altra serie di inconvenienti.  Lui per primo utilizza questo regime da molti anni, e devo dire che quando l’ho incontrato sono rimasta sconvolta per il suo sembrare un cinquantino asciutto e scattante quando invece compirà 70 anni il prossimo 30 giugno. “E farò una grande festa, se nel frattempo ci libereranno”, scherza da San Michele Salentino, raccontandomi ancora una volta la sua storia. “In effetti nessuno mi dà quest’età, e io non me la sento”.

E’ vegetariano da trent’anni, cosa per cui ha rischiato il divorzio nei primi anni della sua avventura, perché sua moglie non condivideva il punto, ed è stato anche fruttariano, crudista, vegano, macrobiotico e molto altro nel tentativo di risolvere i suoi problemi di salute (cosa avvenuta dopo cinque anni di sofferenza, in soli sei mesi, con la “terapia ippocratica”, ovvero con l’alimentazione giusta).  Ha un figlio chef che condivide con lui i successi editoriali sulla dieta alcalina e che movimenta con la moglie Elisa un ristorante a San Michele Salentino, “Materia Prima”, e un secondo figlio programmatore a Milano che, vegetariano dal concepimento per scelta dei genitori, “non ha mai dovuto fare un’analisi né altro, risultato dell’attuazione di una dieta sana e uno stile di vita alcalino”.

Lo stile di vita alcalino, insomma, è diventato la sua materia d’elezione: acqua pulita e alcalina, appunto (e ne diremo dopo) e comunque liberata dai metalli pesanti, “che oltretutto interferiscono con il potenziale elettrico del corpo”, e soprattutto cibi sani e masticati bene, “preceduti da un frullato di verdura cruda o da una coppa di insalata, perché gli elementi enzimatici alcalini della verdura cruda aiutano a neutralizzare il cibo cotto, che crea acidità”. Acidità che viene incrementata dai problemi emotivi ed ambientali (leggi: inquinamento) in cui è immerso l’essere umano. L’acidità è dunque la causa di tutti i nostri problemi di salute, sostiene Rocco, dal più leggero (raffreddore, sovrappeso, ecc.) al più grave (cancro, infarto, ictus, ecc.), perché indebolisce il sistema immunitario. Con l’indebolimento del sistema immunitario trova spazio ogni genere di disturbo, “tra cui anche il coronavirus, sì, come tutte le malattie che si reggono appunto sull’infiammazione generale del corpo”.

L’imperativo categorico, allora, è mantenere l’equilibrio acido-basico del corpo. Come? Poche proteine, pochi zuccheri, pochi grassi, molte verdure stagionali, soprattutto crude: una guida precisa elaborata da Rocco può essere reperita nel libro “La dieta mediterranea alcalina per essere longevi e in salute”, edito dalle case editrici “Sapio e Bis”; volume che racconta in maniera molto pratica come alimentarsi per star bene, con tanto di ricette spiegate e illustrate dal figlio di Rocco, Giuseppe, che come abbiamo detto è chef di formazione internazionale (e stellata). Aggiungere un po’ di sport, quindi, e poi tanta meravigliosa acqua, “carburante principale del metabolismo cellulare”.

Ecco l’attuale oggetto di studio di Rocco Palmisano dopo tanti approfondimenti sulla dieta alcalina: l’acqua. Che per il mancato missionario americano è un alimento. “Come mai, annaffiando una piantina con le foglie ammosciate, essa in poche ore si riprende raddrizzando le foglie?” Se l’acqua è la vita e la salvezza dalla morte per le piante, perché non lo può essere anche per noi?”, esordisce. “Se pensiamo che siamo costituiti mediamente dal 70 per cento di acqua, non possiamo trascurare il suo ruolo nelle funzioni biologiche. Basti pensare che la circolazione del sangue, la digestione, l’attività muscolare, la regolazione della temperatura, ma anche l’attività mentale dipendono dall’equilibrio idrico del nostro corpo. Ricordate che all’1 per cento di carenza idrica tissutale corrisponde un 10 per cento di riduzione della capacità funzionale di quel tessuto o apparato. La nostra salute è quindi direttamente proporzionale alla qualità e quantità d’acqua contenuta nel nostro corpo”.

Rocco ne scrive da dieci anni e tiene conferenze in tutta Italia su questo argomento, strettamente collegato a quello della dieta alcalina, i cui benefici sono stati ad esempio illustrati in “Alcalinizzatevi e Ionizzatevi”. E concretizzati in AlkaWater Plus, un integratore alimentare che consente di produrre acqua alcalina idrogenata in modo economico e pratico, in quanto confezionato in boccette tascabili. Un’acqua che “copia” quella naturale delle sorgenti più pure del mondo, e che fa bene a tutti: “L’idrogeno è un elemento essenziale per la cellula, alla stessa stregua dell’ossigeno”, racconta ancora Rocco. “Mentre l’ossigeno lo prendiamo anche dall’aria, la cellula ricava l’idrogeno necessariamente ed esclusivamente dall’acqua. Se beviamo acqua idrogenata, quindi, facciamo un grande favore alle nostre cellule, che faticheranno di meno per procurarsi l’idrogeno necessario per le loro funzioni. Per questo motivo l’acqua alcalina idrogenata, rispettando i valori di pH entro 9,5-10, non può far male. Ovviamente se bevuta nella quantità normo-fisiologica”. E senza disturbare i potentati economico-scientifici già esistenti: “L’interesse ormai generale per l’acqua alcalina sta condizionando alcune dinamiche commerciali. Infatti, come già successo con gli integratori, ora prodotti e venduti abbondantemente dalle case farmaceutiche, non escludo che in un futuro prossimo quest’ultime si interessino anche dei prodotti alcalinizzanti e dell’acqua alcalina. A questo punto, comunque, mi rimarrebbe la palma di essere stato un pioniere, almeno in Italia. Il tempo è il maggior equilibratore delle cose e degli eventi”.

Un grande riconoscimento, intanto, è arrivato dalla pubblicazione di un altro libro, “Il metodo antiacido per la prevenzione e la cura delle malattie”, co-firmato con Stefano Fais, attuale dirigente di ricerca del dipartimento di Oncologia e medicina molecolare dell’Istituto superiore di sanità. Non male, per un ricercatore “eretico” di provincia brindisina. “Ho conosciuto Fais quasi dieci anni fa, quando era ancora tabù parlare di acqua alcalina in Italia. Ma ora utilizzarla per de-acidificare l’organismo è idea ampiamente sdoganata. Ancora ci sono molti critici e diffidenti, ma io non voglio convincere nessuno: la verità si fa strada da sola”. Ma dopo la pubblicazione del libro “L’approccio antiacido” (Edizioni Sapio, 2016) che nella nuova edizione aggiornata porta il titolo “Il metodo antiacido”, scritto con il dottor Fais, l’efficacia dell’acqua alcalina è stata ampiamente accettata, sia per la prevenzione che per la cura delle malattie. “E adesso rispondo alla sua domanda”, conclude Rocco, “ovvero:  “Come mai un ricercatore come Fais sostiene le tesi di un ricercatore che non è un medico?”. Il motivo per cui il dottor Fais condivide la mia stessa opinione sull’utilizzo dell’acqua alcalina si basa su due presupposti: l’onestà intellettuale di un ricercatore e l’evidenza dei fatti. Questi due motivi sono sufficienti per ignorare le invidie e le critiche nei miei confronti”.

E se questo non basta per rinviare al mittente i commenti acidi al riguardo, un poco di AlkaWater Plus e il gioco è fatto! (www.viverealcalino.it)

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