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Chi sono? Ancora non lo so di preciso, anche se ho superato gli “anta” e anche se di Jung, training autogeno e yoga ne sono passati a fiumi, sotto i ponti della mia vita. Di preciso, però, so cosa faccio,  in questa esistenza, e so ancor meglio cosa mi piace, tra le tante cose “erotiche” che attraversano il mio mondo (quelle che posso rivelarvi, almeno 😉):  mangiare bene, bere bene (sono sommelier Ais dal 2013), viaggiare, ascoltare musica (quella buona, meglio se dal vivo), la natura e gli animali (la mia casa è stata usucapita dai miei gatti, che mi tollerano in quanto dispensatrice di coccole e scatolette prelibate).

E in generale amo tutte le cose belle, che siano un monile prezioso o un bel sofà (la mia religione è il divanesimo), una masseria incastonata nel verde o una città che si allunga sul mare.

E soprattutto adoro – quasi li dimenticavo! – i miei adorati astri: da bambina volevo fare l’astronauta o l’astronoma, ma poi non se n’è fatto nulla (troppa matematica per i miei gusti ☺️). Così, una decina di anni fa, ho deciso di ripiegare – si fa per dire – sull’astrologia, che è una materia serissima, capace di renderci più buoni con noi stessi e con gli altri e utilissima per aiutarci a vivere meglio. Anche se, come diceva San Tommaso d’Aquino, “Astra inclinant sed non necessitant”: le stelle creano i presupposti perché certe cose accadano, ma poi spetta a noi decidere se assecondarne o meno i misteriosi effluvi. In ogni caso, però, segni e pianeti influenzano profondamente il nostro modo di essere: lo sperimento tutti i giorni, su di me e sugli altri. La mia frase preferita, infatti, è targata Oscar Wilde, il mio adorato:

“Siamo tutti immersi nel fango, ma alcuni di noi guardano le stelle”.

 

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Infine, ma primi per importanza, i miei amici, praticamente la mia famiglia: senza di loro sarei perduta.

Rosaria, poi  – di fatto una sorella –  è la mia parte lucida: essendo io abbastanza “stunata”, ovvero con la testa tra le nuvole (soprattutto per colpa della mia Venere in Pesci), mi costringe a scendere dal cielo, appunto, e a fare i conti con la realtà: non potrei più fare a meno di lei 😍   

Ciò detto, ecco qualche notizia più istituzionale su di me: maturità classica nel 1985, laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Bologna nel 1992, specializzazione presso la scuola di Giornalismo e comunicazioni di massa alla Luiss di Roma nel 1994, giornalista professionista dal febbraio 2001 e collaboratrice fissa di “Nuovo Quotidiano di Puglia”, di cui sono stata redattrice dal 1992 al 2001 (con una parentesi nella cronaca del Corriere del Mezzogiorno dal 2004 al 2006).

Dirigo la rivista “Fiori di carta”  (realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl di Lecce per i Centri diurni di riabilitazione psichiatrica di Lequile e Campi Salentina), e sono stata responsabile delle redazioni di “D’Enghien” e “Leccellente”.  Consulente per la comunicazione del Living Lab “PugliaSmartLab” del Dhitech (Distretto Tecnologico Pugliese High Tech) da maggio 2014 a maggio 2015, sono attualmente responsabile, tra l’altro, degli uffici stampa delle Cantine e del Premio Apollonio e della rassegna di moda “Lecce Fashion Weekend”. Collaboratrice dal 1997 di una delle più importanti Guide enogastronomiche italiane, sono inoltre responsabile dell’ufficio Comunicazione della delegazione leccese dell’Associazione Italiana Sommelier,  e dirigo per la casa editrice “Il Raggio Verde” la collana “Dove c’è gusto”, per la quale ho coordinato la pubblicazione dei libri “Dio, come ti Olio!”, sugli oli di Puglia applicati alla ristorazione regionale, del “Gusto del Tacco”, imperniato  sulla cucina salentina, e di una monografia sullo chef stellato salentino Donato Episcopo.

Conosco bene la lingua inglese, imparata quand’ero ragazzina traducendo le canzoni dei Rolling Stones e di tanti altri gruppi “anglo”:

sono sicura di aver vissuto in Inghilterra, in un’altra vita….

 

 

 

 

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